BENVENUTI NEL SITO DEL PUNTO UMBRO ANTICO
Care amiche del Club del punto umbro antico e appassionate,
Oltre dieci anni fa conobbi
Margherita Biancalana, ultima allieva vivente della storica scuola di ricami e merletti fondata dalla marchesa
Romeyne Robert Ranieri di Sorbello presso la villa del Pischiello a
Passignano sul Trasimeno amena località sull’omonimo lago in provincia di Perugia. A lei, mia maestra, devo tutto ciò che ho imparato sull’antica tecnica di lavorazione del
punto umbro antico.
A Margherita va un grande merito: quello di aver preservato dal rischio di sparizione e contaminazione, l’antica lavorazione originale che oggi ancora poche conoscono veramente.
Margherita il 22 maggio 2009, ha compiuto la venerabile età di 100 anni! Auguri e complimenti cara maestra anche da parte di tutte le amiche del Club del punto umbro antico.
Mi pareva doveroso, quindi, assegnarle un posto d’onore in questo
open web.
Sul filo della memoria, ricordo che, mentre Margherita mi tramandava i suoi saperi, tra un punto e l’altro di ricamo rilasciava preziose testimonianze sul periodo che aveva trascorso come allieva-operaia al Pischiello. Le ho annotate sulle pagine del mio diario:
“Caro diario, Oggi, domenica, ho finalmente conosciuto Margherita Biancalana, ultima allieva-operaia della Scuola di Romeyne la quale ha accettato volentieri di insegnarmi il Punto Umbro […] Il tempo oggi è trascorso veloce, chiacchierando allegramente, ragion per cui non ho ricamato. Pazienza!... Margherita, però, congedandomi, mi ha detto che per la prossima volta preparerà tutto l’occorrente per iniziare. Non devo portare nulla poiché dovrò adoperare soltanto il materiale che mi fornirà lei”.
“Caro diario, Margherita oggi, per prima cosa, ha voluto insegnarmi, secondo il suo metodo, come trasferire il disegno dalla carta sulla stoffa. Ha preso un piccolo asse di legno, su cui ha appoggiato, nell’ordine, un quadrato di stoffa, un foglio di carta carbone da ricalco (che a conferma della proverbiale parsimonia delle persone anziane, aveva l’aspetto di essere stato utilizzato un’infinità di volte!) e un foglio di carta velina su cui Margherita aveva già riportato il disegno che dovrò ricamare. Ha fermato il lato superiore, con due puntine da disegno che sono penetrate facilmente nel legno tenero, trapassando la carta velina, la carta carbone ed il tessuto. Ero talmente assorta nel vedere la meticolosità e la precisione con cui Margherita eseguiva tutte le operazioni con mano ferma, che non ho avuto il coraggio di interromperla per dirle che, in realtà, conoscevo già il procedimento e che di solito, eseguivo il disegno, a mano libera, direttamente sulla stoffa. Unica differenza: in luogo delle puntine da disegno, usavo gli spilli. Ma lei, quasi leggendomi nel pensiero, ad un certo punto, ha iniziato a commentare quello che stava facendo, dicendo che con le puntine da disegno tutto stava più fermo, mentre con gli spilli, rischiava di spostarsi. Le sue parole, non ammettevano repliche”.
“Caro diario, è già trascorso quasi un mese da quando ho iniziato ad imparare il punto umbro. Oggi ho mostrato l’imparaticcio a Margherita. Dopo averlo esaminato attentamente, senza darmi troppa soddisfazione, mi ha detto che dovevo fare i punti più regolari. A me sembravano perfetti, ma non ho replicato. Quindi mi ha tracciato le solite righe, questa volta curve, su un’altra formella. Ho imparato altri punti, centina, intrecciato, catena, ripassando, nel contempo, la tecnica di altri punti che già conoscevo come il punt’erba, piatto, strega, catenella […]. Nel frattempo,Margherita mi ha detto che il buon risultato finale dipendeva sia dalla scelta dei punti da accostare tra loro, sia dal gusto e soprattutto dell’abilità della ricamatrice. Ho capito anche che ricevere un elogio da Margherita, la quale si definisce lei stessa piuttosto “tignosa” significa realizzare l’imparaticcio più che a regola d’arte. Oggi, forse per il fatto che ero particolarmente ansiosa di apprendere nuovi punti, più volte ho confuso da che parte doveva girare il filo e, su un tracciato, ho realizzato addirittura il punto avorio, anziché il punto ricciolino ed il punto Palestrina, anziché il nodone. Margherita, sorridendo, e con pazienza infinita, mi ha mostrato dove avevo sbagliato ed ha colto l’occasione per raccontarmi che quando frequentava la Scuola, la sua maestra Amelia Pompili, di fronte ad un lavoro mal eseguito dalle allieve più giovani (come il mio!) con un colpo di forbici, lo distruggeva in un attimo, rimproverando la malcapitata di turno anche per il materiale sprecato. I racconti di Margherita, sono ricchi di aneddoti e consigli preziosi. Le interviste, sono rilasciate spontaneamente durante i discorsi, come era avvenuto in quel momento”.
Cara adorabile, paziente maestra Margherita, quante cose mi hai insegnato!...Le giornate trascorse insieme, resteranno sempre nel mio cuore. Con grande riconoscenza e rispetto ti ringrazio, consapevole di aver ereditato un prezioso patrimonio che altrimenti rischiava di perdersi nella memoria.
Anche se, per questo, non potrò mai ripagarti, ti scrivo semplicemente: “Ti voglio bene”.
La tua allieva Geneviève Porpora
Tratto dal volume “Il Punto Umbro nella collezione Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation
Presidente
Geneviève Porpora